Sommario:

  • Interpellanza sulla Caserma Carabinieri di Voltaggio
  • Manutenzione del sentiero Voltaggio – Monte Tobbio da parte del Parco
  • Una nuova discarica di gomme?
  • Perché la Provincia non risponde più?
  • Smarino da altri cantieri sversato nella ex cava Cementir di Voltaggio

 

INTERPELLANZA SULLA  CASERMA CARABINIERI DI VOLTAGGIO

Questo il testo dell’interpellanza da noi inviata poco fa:

 

Interpellanza presentata da Giuseppe Benasso, Capogruppo della Minoranza Voltaggio da Vivere, Legalità Trasparenza Partecipazione su Caserma Carabinieri di Voltaggio.

Su Giornale7 on line il 7 febbraio scorso si paventava il rischio del trasferimento della Caserma dei Carabinieri da Voltaggio a Carrosio. Il sindaco di Voltaggio dichiarava “Sono pronto a incatenarmi davanti all’edificio pur di evitare questa evenienza”.

Sullo stesso Giornale7 l’11 febbraio era scritto che “Rispetto alla visita dei vertici militari a Carrosio, l’Arma ricorda che il motivo era la situazione della Caserma di Voltaggio, situata vicino al Convento, dove ci sarebbero dei dissidi con la proprietà, cioè i Padri Cappuccini, oltre agli annosi problemi di spazio ridotto. Tutto però starebbe per risolversi. A me risulta –dice il Sindaco di Voltaggio, Michele Bisio - che le verifiche svolte più volte dall’Arma sull’immobile di Carrosio erano motivate dalla situazione di Gavi, anche perché per la nostra caserma i problemi con la proprietà mi risultano risolti”.

Da tempo immemorabile a Voltaggio esiste la Stazione CC e a tutti interessa che vi rimanga, ma può il Sindaco interpellare sia i Comandi dell’Arma dei Carabinieri, sia i Padri Cappuccini e poi riferire esattamente come stanno le cose? Ed eventualmente mettersi a disposizione delle due parti al fine di evitare il trasferimento della Caserma? 

 

UNA NUOVA DISCARICA DI GOMME?

Sabato scorso, 11 febbraio, in Rio Barca ci siamo imbattuti in un mucchio di copertoni accatastati. Luogo preciso: al termine della salita per il Travo e le Terre Rosse. Una nuova discarica?

Gomme

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PERCHÉ LA PROVINCIA NON RISPONDE PIÙ?

 

Da mesi ormai scriviamo alla Provincia senza avere risposta:

- il 18/11/2016 su “Strisce pedonali sulla SP 160 circonvallazione Voltaggio”;

- il 25/11/2016 su “Allagamenti sulle provinciali SP 160 di Val Lemme e 163 della Castagnola”

- il 14/01/2017 su “S.P.160 della Bocchetta - sicurezza fondo stradale”

 

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Peccato! Perché, invece, tempo fa  rispondeva e anche tempestivamente:

- il 14/10/2015 su “SP 160 - semafori foro Terzo Valico località ex cava Cementir”

- il 25/11/2015 su “Ghiaccio sulla Bocchetta”

 

 

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MANUTENZIONE DEL SENTIERO VOLTAGGIO – MONTE TOBBIO DA PARTE DEL PARCO

Sabato 11 febbraio erano in corso lavori, da parte del Parco dell’Alto Appeninno, sul sentiero Voltaggio – Monte Tobbio a partire da Piazza Garibaldi. Fabio Cavo, nella sua veste di membro della Consulta del Parco stesso, ha chiesto informazioni in merito e sull’argomento ha ricevuto dalla Direzione del Parco la seguente risposta:

“[…] l’Ente ha operato nei mesi scorsi per rimuovere alcuni rifiuti presenti sulla tratta e per ripassare la segnaletica orizzontale. E’ stata inoltre iniziata la fase manutentiva ordinaria del sentiero tramite la rimozione di rami, foglie, erbe, ecc.”

 

SMARINO DA ALTRI CANTIERI SVERSATO NELLA EX CAVA CEMENTIR DI VOLTAGGIO

Più volte, come Minoranza Voltaggio da Vivere, abbiamo portato in Consiglio Comunale l’argomento del trasporto dello smarino da altri cantieri verso la ex cava Cementir di Voltaggio e le percentuali di amianto in esso contenute. Riportiamo qui di seguito il testo dell’articolo apparso il 15 febbraio su Giornale7 on line (www.giornale7.it) e il comunicato del Commissario Governativo del Terzo Valico dei Giovi, citato nell’articolo stesso.

 

Voltaggio: amianto e benzene nella ex cava “sono in regola”. Legambiente: “I dati li fornisce Cociv”.
di  Giampiero Carbone  - 15 febbraio 2017

L'ex cava Cementir di Voltaggio, sito di deposito dello smarino dle Terzo valico

Le terre e le rocce del Terzo valico depositate nella ex cava Cementir di Voltaggio mettono a rischio la salute della popolazione oppure no? Se ne è discusso l’altro giorno a Bosio, durante una riunione dei sindaci del Parco dell’Appennino Piemontese (ex Parco Capanne), convocata su sollecitazione del Consiglio dell’ente e in particolare del consigliere Mario Bavastro, esponente di Legambiente.

Nella ex cava, inserita nell’area esterna al parco tutelata dall’Unione europea, dal 2014 è iniziato il conferimento di terre e rocce che arriveranno a essere 1,6 milioni di metri cubi. Oltre al problema della vicinanza del cumulo al torrente Lemme, Legambiente (ma anche la minoranza di Voltaggio) da tempo sottolinea il rischio che nel sito arrivino amianto, soprattutto da Castagnola, e benzene con idrocarburi, queste ultime sostanze cancerogene scoperte lo scorso anno nello smarino scavato nella galleria di Voltaggio dall’Arpa.

I dati sull’amianto per Castagnola, dopo lo stop causato proprio dalla presenza di amianto, ufficialmente sono nella norma, secondo i dati dell’Osservatorio ambientale al di sotto dei 1000 mg per kg di legge. Secondo il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, “molto al di sotto, addirittura 25 mg per kg”. Quindi, nessun problema? Molti medici intervenuti in questi anni sul tema Terzo valico hanno già sottolineato più volte che per evitare ogni rischio si deve evitare di scavare dove è possibile la presenza di amianto, poiché basta una sola fibra per ammalarsi.

“Tutti dimenticano – dice Bavastro – che il geologo che resta sul fronte di scavo nelle gallerie del Terzo valico e che decide se sottoporre ad analisi le rocce è pagato dal Cociv, lo stesso dicasi per i laboratori che effettuato le analisi. Dopo tutto è quanto è avvenuto nei mesi scorsi, dagli arresti per corruzione alle frasi di Ettore Pagani (“…il primo che si ammala è un casino…” “…tanto la malattia arriva fra trent’anni…”) sull’amianto, come è possibile che le istituzioni si fidino ancora del Cociv, oltretutto per una tematica così importante per la salute degli operai e della popolazione? Sostenere, come è stato detto durante l’incontro tra i sindaci del Parco, che i dati dell’amianto sono sotto i limiti non tiene conto della sommatoria di questi conferimenti: quanto amianto ci ritroveremo ammassato nella ex cava?”.

Che sia il Cociv a fare i controlli lo stabilisce il protocollo amianto, scritto negli anni scorsi dopo che i promotori del Terzo valico avevano dovuto ammettere la presenza di amianto lungo il tracciato della linea ferrovia tra Genova e Tortona, presenza negata dal Cociv fino al 2012. Il commissario governativo del Terzo valico, Iolanda Romano, proprio oggi ha inviato una mail nella quale, oltre a ricordare che i dati sull’amianto sono disponibili anche sul sito commissarioterzovalico.mit.gov.it, evidenzia come “le analisi sull’amianto vengono fatte da Cociv attraverso laboratori dell’università convenzionati e controllate da Arpa e Arpal, le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente; le Arpa però non si limitano a questo ma fanno esse stesse regolarmente analisi a campione (ogni circa dieci giorni)”.

Da parte sua Bisio dice: “Come ho già detto, finora la problematica amianto non c’è. I valori rilevati per la ex cava sono non solo sotto i limiti di legge ma addirittura al limite della misurabilità. Il benzene? Ho già chiesto all’Arpa e al commissario Romano che se si tratta di sostanze naturali devono essere fatte altre analisi. Resta il fatto che dal punto di vista urbanistico l’ex cava può ospitare certi materiali se sotto precise soglie”.

Domani sera, a Novi Ligure, al Dopo lavoro ferroviario, alle 21, i comitati No Terzo valico organizzano la prima di una serie di assemblea dedicate al problema amianto. Interverrà Giuliana Busto, presidente dell’Associazione familiari vittime dell’amianto di Casale, il sodalizio simbolo della lotta contro la fibra killer.

 

 

AMIANTO: I RISULTATI DEI CONTROLLI ANCHE SUL SITO DEL COMMISSARIO

 

È ora attivo sul sito commissarioterzovalico.mit.gov.it il collegamento in automatico con i dati relativi al rilevamento di amianto sui cantieri e siti di deposito, già trasmessi dal sistema informativo condiviso (Sigmap) sul sito dell’Osservatorio Ambientale.

 Ricordiamo che le analisi vengono fatte da Cociv attraverso laboratori dell’università convenzionati e controllate da Arpa e Arpal, le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente; le Arpa però non si limitano a questo ma fanno esse stesse regolarmente analisi a campione (ogni circa dieci giorni). I dati raccolti vengono quindi caricati su Sigmap per consentirne l'analisi critica.

Sul sito del Commissario è possibile accedere ai dati con una doppia modalità: dalla pagina del singolo comune che ospita sul suo territorio punti di rilevamento amianto – in corrsipondenza di cantieri o siti di deposito - oppure dalla sezione L’ambiente, dove una mappa interattiva riporta l’ubicazione di tutta la rete di controllo del Terzo Valico e per ciascun punto visualizza una serie di informazioni.

Nella loro forma sintetica i dati riportano la presenza o meno di pietre verdi o amianto sul fronte di scavo, lo stato dell’aria rilevato all’esterno del cantiere o sito di deposito (normalità o allerta) e il grado di vigilanza posto in essere (ordinario, alto o molto alto). Una scheda di dettaglio riporta dati aggiuntivi, come ad esempio la data dell’ultimo controllo di fibre aerodisperse: un dato importante, perché indicativo dell’ultima occasione in cui sul fronte di scavo si è rilevata presenza di rocce potenzialmente amiantifere.