Quasi tutti i giorni escono articoli, sulla stampa cartacea e su quella on line, riguardanti il problema dell’amianto nei territori coinvolti dalle grandi opere, nel nostro caso dal “Terzo Valico”. Quello che pubblichiamo qui di seguito, da Giornale7 on line di giovedì 30 marzo, pone in evidenza due problemi: quello generale riguardante il tipo di controllo da effettuarsi sulle rocce di scavo, su cui ormai da troppo tempo stiamo tutti aspettando la decisione del T.A.R. del Lazio, e quello particolare riguardante la ex cava Cementir di Voltaggio.

Nel 2012 era stato stabilito che Voltaggio dovesse ricevere soltanto lo smarino estratto dal foro pilota di fronte alla stessa cava in Val Lemme, ma nel 2015 venne deciso che Voltaggio avrebbe ricevuto smarino anche da altri comuni coinvolti negli scavi per il terzo valico, fino a 1 milione e 600mila metri cubi, in genere terre dal contenuto di amianto più elevato rispetto a Voltaggio, come quelle provenienti dal foro di Castagnola citato nell’articolo.

Qui di seguito il citato articolo e due documenti legati all’attività di “Voltaggio da Vivere”, il nostro Gruppo di Minoranza: la risposta del 14 marzo da parte dell’Infopoint del “Terzo Valico” e il nostro riassunto sul dibattito relativo alla nostra interpellanza discussa nel Consiglio Comunale del 28 dicembre dello scorso anno (non pubblichiamo il verbale ufficiale della riunione, in quanto non ancora approvato in Consiglio Comunale al momento della stesura del presente notiziario).

Articolo

“Sull’amianto il Cociv non rispetta le regole”

Terzo valico, la denuncia di Claudio Lombardi: “Si applicano modalità fatte apposta per non trovare la fibra killer”. Il consorzio sul fermo a Castagnola: “Nessun pericolo per lavoratori e popolazione”


di Giampiero Carbone - 30 marzo 2017 

“Da oltre due anni il Cociv non applica le direttive del ministero dell’Ambiente sull’amianto e utilizza ancora la procedura che sembrava fatta apposta per non trovare la fibra killer nelle rocce”. La denuncia è arrivata dall’assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria, Claudio Lombardi, la scorsa settimana, durante una seduta della Commissione Ambiente. Il riferimento è al metodo di campionamento dell’amianto nello smarino del Terzo valico.

Nel settembre del 2015 il ministero, sollecitato dalle Arpa del Piemonte e della Liguria, aveva imposto nuove regole. Fino ad allora il riferimento era la legge 161 del 2012, in base alla quale le analisi sono da svolgere solo sulla roccia setacciata, metodo che, a detta dei tecnici dell’Arpa, comporta un margine di errore fino al 98% nella ricerca dell’amianto. In sostanza, l’amianto può esserci lo stesso nella parte che non viene setacciata e portata poi nella varie cave di deposito dello smarino. Le Arpa e quindi il ministero avevano stabilito il nuovo metodo: deve essere frantumato l’intero campione di roccia scavata e analizzato tutto il materiale, in modo da avere certezze certamente maggiori e quindi più tutela per i lavoratori e la popolazione evitando il più possibile la diffusione di amianto sul territorio. Il Cociv aveva impugnato di fronte al Tar del Lazio le nuove regole ma avrebbe dovuto comunque applicarle, in attesa di un’eventuale sospensione o annullamento oppure di una conferma della loro legittimità da parte dei giudici. La situazione a oggi è la seguente: il Tar non ha mai più fissato nessuna udienza e il Cociv ha continuato a fare come prima, nel silenzio quasi totale delle istituzioni, mentre dalle intercettazioni emerse dalle indagini di Roma e Genova si parla di 4 milioni di metri cubi di amianto da smaltire.

Lombardi ha rotto questo silenzio: “La Regione – ha detto l’assessore – ha confermato che la procedura imposta dal ministero sull’amianto non viene adottata dal Cociv. Di fronte a tale risposta abbiamo chiesto ulteriori chiarimenti all’amministrazione regionale, che non sono arrivati. Di fronte al fatto che la procura di Genova sta indagando sul presunto traffico illecito di smarino, potenzialmente contenente amianto e schiumogeni finiti chissà dove, non solo vanno fermati i conferimenti di roccia e terra da scavo nelle cave ma anche la realizzazione dell’opera”. Per altro, solo quattro comuni (Alessandria, Arquata, Tortona e Pozzolo) si sono costituiti al Tar a fianco del ministero e dell’Arpa a difesa delle nuove regole di campionamento. Tutti gli altri lo hanno solo annunciato.

Intanto, sempre a proposito di amianto, il Cociv interviene sul nuovo fermo del cantiere di Castagnola dovuto ancora una volta al ritrovamento di elevate quantità del pericoloso minerale nelle rocce: “A Castagnola non ci sono pericoli per la salute dei lavoratori e dei cittadini. A tutela della salute dei lavoratori, come era già avvenuto nel cantiere di Cravasco, si è proceduto a fermare i lavori di scavo, dopo aver messo in sicurezza il fronte di avanzamento: è il primo passo nel momento in cui vengono rilevate concentrazioni di fibre di amianto in ambiente di lavoro superiori ai limiti previsti dalle procedure condivise con gli enti preposti (Asl e Arpa). Non si sono mai presentate, quindi, situazioni che potessero mettere in pericolo né i lavoratori né la popolazione, nonostante la presenza accertata al fronte di scavo di rocce contenenti fibre amiantifere in concentrazione inferiori al limiti di legge: lo stato rilevato dalle centraline nell’ambiente di vita esterno al cantiere è sempre stato inferiore ai limiti suggeriti dall’Organismo mondiale della sanità. La sospensione dei lavori – prosegue il consorzio – è dovuta alla necessità di implementare le misure impiantistiche di contenimento all’esposizione a fibre di amianto dei lavoratori: una volta ultimate, come è già accaduto a Cravasco, verranno riprese le lavorazioni mantenendo le attività di monitoraggio già in corso. Per il cantiere di Castagnola i risultati dei monitoraggi sono trasmessi, in tempo reale e in contemporanea, sul monitor installato presso il comune di Fraconalto e sui siti web del Commissario di governo e dell’Osservatorio ambientale per il Terzo Valico”. Rassicurazioni che si scontrano con la denuncia di Lombardi.


Risposta dell’infopoint

Gentile Giuseppe Benasso,

come da accordi telefonici, le fornisco riscontro formale alle due domande poste in data 25.01.2017:

 

Chi ha autorizzato l’aumento dei conferimenti di materiali da scavo nel deposito di Voltaggio? Quale ruolo ha avuto il comune in tale procedimento?

 

I conferimenti nel sito di deposito di Val Lemme (Voltaggio) sono stati autorizzati dal Ministero dell’Ambiente tramite il Piano di utilizzo terre (PUT), il cui ultimo aggiornamento risale al 6 ottobre 2016.

Nel corso del tempo c'è stato un aumento dei conferimenti nel deposito di Val Lemme di 340mila mc (passando così da 1,3 milioni di mc a 1 milione e 640mila mc totali) che è consentito dal PUT in quanto variante considerata "non sostanziale" (cioè che non riguarda la localizzazione dell'opera e/o non richiede nuovi finanziamenti).

In merito al ruolo dell’amministrazione sull’aumento di cubatura, l’iter autorizzativo del PUT non prevede l’espressione di parere da parte del comune.

Per ulteriori approfondimenti in merito alla tipologia di terre e rocce da scavo conferite nei siti di deposito del Terzo Valico e dei relativi controlli si invita a consultare la sezione ‘cantieri’ del sito del commissario di governo disponibile al seguente link.

 

Come sono trasportate le terre e le rocce da scavo provenienti dagli scavi del Terzo Valico? Quali misure sono state adottate per la riduzione del traffico e delle polveri?

Al momento le terre e rocce da scavo in uscita dai cantieri vengono trasportate utilizzando le viabilità previste dal Piano del traffico approvato con il Piano cave relativo ai lotti 1 e 2 del Terzo Valico (in data 08/06/2015, nell’ambito della legge regionale del Piemonte n.30/99). Il Piano cave è ora in corso di aggiornamento per ricomprendere anche il lotto 3, nell’ambito di un procedimento autorizzativo in capo alla Regione Piemonte, che ha chiesto a Cociv integrazioni proprio su alcuni nodi critici della viabilità esistente. Al fine di ridurre le polveri, sono installati sistemi lavaruote all’uscita dei cantieri; inoltre i mezzi autorizzati al trasporto dei materiali da scavo in qualità di sottoprodotto (cioè contenenti amianto sotto li limite di legge di 1000 mg/kg) sono dotati di telo copri cassone del tipo “apri e chiudi” che, come da procedura interna, devono essere mantenuti chiusi a pieno carico. Nel caso i cittadini notassero situazioni anomale rispetto a quanto previsto si invita a segnalarle fornendo data, ora, luogo e targa all’indirizzo di posta elettronica

A sua disposizione per ulteriori chiarimenti,

Staff Infopoint

Interpellanza del 25/11/2016 presentata da Giuseppe Benasso, Capo Gruppo Minoranza Voltaggio da Vivere ed esposta da Stefano Bisio:

recentemente sono stati notati camion carichi di smarino che veniva scaricato nell’ex cava Cementir. È stato appurato poi che provenivano dal foro del Terzo Valico in Comune di Fraconalto e dopo aver fatto il giro di Scrivia arrivavano a Voltaggio.

  • In base a quale autorizzazione scaricano lo smarino nella cava di Voltaggio?

Risponde l’amministrazione: In base al piano cave aggiornato il 18/12/2015;

  • I metri cubi scaricati rientrano nei metri cubi 1600000 destinati alla cava ex Cementir?

R: sì.

  • E chi conta i metri cubi scaricati nella cava?

R: Personale Cociv;

  • Fino ad ora, quanti metri cubi di smarino ha ricevuto l’ex cava Cementir?

R: 340 mila metri cubi di cui 72 mila provenienti dal foro della Castagnola (dalla Castagnola potranno giungere fino ad un max di 150 mila metri cubi di smarino), ma lo smarino proviene anche da altri cantieri, di cui il Sindaco fornisce i nomi e il numero massimo di metri cubi che può confluire nella ex cava Cementir. Rassicura anche sulle percentuali di amianto contenuto nello smarino, tutte nei limiti di sicurezza, aggiungendo anche che lo smarino del foro pilota di Voltaggio è quello che ne ha di meno.

Lorenzo Repetto esordisce affermando che non eravamo stati informati dell’aggiornamento del 18/12/2015 al piano cave e che noi eravamo rimasti al piano cave del 2012, che prevedeva smarino proveniente soltanto dal nostro foro pilota, quello di fronte alla Cementir (n.d.r.: è evidente che i camion avrebbero percorso solo poche centinaia di metri). Si chieda di non portarne da fuori, sia per la sicurezza stradale sia perché lo smarino proveniente da fuori, pur trasportato in sicurezza, ha percentuali di amianto superiori a quello di Voltaggio.

Risponde il Sindaco che nell’ex cava Cementir lo smarino è allocato in sicurezza e che, per farlo verificare, proporrà visite nel deposito sia ai consiglieri comunali sia alla popolazione.