Sommario:

  • Due interpellanze su smarino e amianto per conoscere e tutelarsi
  • 4 milioni di metri cubi da smaltire?

 

-- Due interpellanze su smarino e amianto per conoscere e tutelarsi.

Come Minoranza Voltaggio da Vivere, il 15 aprile abbiamo presentato all’Amministrazione Comunale di Voltaggio due interpellanze da discutersi in Consiglio Comunale:

 

-  Interpellanza sulla destinazione d’uso del sito dell’ex cava Cementir.

Nel 2012 era stato stabilito che nell’ex cava Cementir di Voltaggio venisse depositato lo smarino proveniente dal foro pilota di Voltaggio, fino ad un totale massimo di 1 milione e 300 mila metri cubi. Successivamente il totale massimo veniva aumentato di altri 340 mila metri cubi, giungendo all’attuale tetto di 1 milione e 640 mila.

 Il 18 dicembre 2015 venne stabilito che l’ex cava Cementir di Voltaggio debba ricevere anche smarino proveniente da altri cantieri (in merito abbiamo già scritto all’Infopoint del Terzo Valico e ricevuto risposta sulle autorizzazioni al trasporto verso Voltaggio).

 

Premesso che nelle tavole 281 e 282 del P.R.G.C. (Piano Regolatore Generale Comunale) di Voltaggio l’ex cava Cementir è quadrettata in rosso, cioè “aree ed impianti produttivi esistenti da recuperare – D3 art. 29”:

  1. Se il materiale sversato è classificato con la lettera B (quello classificato con la lettera A è semplicemente terra da scavo senza residui e quelli di tipo C sono rifiuti tossici) può essere considerato “recupero dell’area” lo sversamento di materiale di tale tipo?
  2. La ex cava Cementir è stata dichiarata idonea a ricevere smarino classificato con la lettera B? Se sì, da quando?
  3. In futuro, potrebbe essere necessario bonificare l’area in oggetto? Con quali costi e tempi e a carico di chi?
  4. L’Amministrazione Comunale dispone di dati relativi al tipo di materiale sversato nell’ex cava Cementir?
  5. Un deposito di smarino di materiale di tipo B può avere sede in un SIC (Sito di Interesse Comunitario)?

 

-  Interpellanza sul ricorso ad opponendum nei confronti del ricorso del Cociv contro i controlli sull’amianto previsti dal Ministero dell’Ambiente.

Nel settembre del 2015 il Ministero dell’Ambiente, aveva imposto nuove regole di controllo sulle terre di scavo dei cantieri del Terzo Valico ferroviario dei Giovi per verificare il loro contenuto di amianto. Il tipo di controllo utilizzato fino ad allora aveva un margine di errore, secondo i tecnici dell’Arpa, del 98%.

Il Cociv aveva bensì impugnato innanzi al T.A.R. del Lazio la nuova normativa ma aveva continuato ad applicare quella vecchia e continua a farlo, tanto più non essendo ancora arrivata una sentenza da parte del T.A.R. stesso.

   Al momento soltanto i comuni di Alessandria, Arquata, Tortona e Pozzolo si sono costituiti (ormai già da più di un anno), a fianco del Ministero dell’Ambiente e dell’Arpa a difesa delle nuove regole di campionamento nel ricorso ad opponendum presso il T.A.R. del Lazio. Questa la nostra posizione, come risulta verbalizzata, nel Consiglio Comunale di Voltaggio del 15 febbraio 2016:

“… la Minoranza è sfavorevole ad un ricorso ad addendum perché indebolisce molto la posizione … prosegue Benasso Giuseppe che il Gruppo della Minoranza sarebbe favorevole, al contrario, ad un ricorso diretto, da parte di tutti i Sindaci, nella loro qualità di primi responsabili della salute pubblica, indubbiamente più forte, anche agli occhi del TAR, in quanto fondato su una volontà politica di difendere la salute del territorio comune per comune, ricorda le conseguenze sulla salute che l’amianto provoca, in particolare il noto tumore al polmone.” .

Oggi, a più di un anno di distanza, siamo ancora più convinti che un ricorso ad opponendum a favore della conferma delle nuove regole di controllo sull’amianto, regole per altro mai  ancora applicate, sia indispensabile, non solo riguardo al merito, ma anche per far giungere al T.A.R. del Lazio la preoccupazione dei sindaci e delle amministrazioni comunali per il problema. Voltaggio, inoltre, si trova in una delle posizioni più critiche fra i territori interessati dall’opera: è sede sia di foro pilota, sia di deposito di smarino, sia di strade percorse da camion carichi di smarino provenienti da altri cantieri.

 

Vuole il Comune di Voltaggio ricorrere anch’esso ad opponendum come i quattro comuni citati e porsi alla testa di tutti gli altri anche per far pronunciare finalmente al T.A.R. del Lazio la sua sentenza?

 

-- 4 milioni di metri cubi da smaltire?

Come Minoranza Voltaggio d Vivere, il 15 aprile abbiamo anche presentato la seguente richiesta di informazione, della cui risposta daremo altrettanta pubblicità sul nostro sito www.voltaggiodavivere.org:

 Da Giornale7 online del 30/03/2017:

“(Omissis) …  dalle intercettazioni emerse dalle indagini di Roma e Genova si parla di 4 milioni di metri cubi di amianto da smaltire.”.

 

Ma da quali cantieri proverrebbero i 4 milioni di metri cubi, non di terra amiantifera, bensì addirittura di amianto?

E il costo di smaltimento, non si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di euro?